APRI - Associazione Precari della Ricerca Italiani

APRI è l'Associazione Precari della Ricerca Italiani. Il suo scopo è "aprire" al merito e alla responsabilità l'Università e la Ricerca in Italia, e introdurre nel nostro paese un sistema della conoscenza al livello dei paesi europei più avanzati. Possono diventare soci di APRI tutti coloro che svolgano o abbiano svolto attività di ricerca in istituzioni italiane e non siano strutturati al momento dell'iscrizione. Nella sezione Documenti è possibile consultare il manifesto, lo statuto dell'associazione e la lista dei soci. Nella sezione Scrivono di noi potrete inoltre trovare alcuni articoli di giornale in cui si parla della nostra associazione.

Per diventare soci, registrarsi nella sezione Forum. Alla pagina del Forum vedrete un menù composto dalle voci "Home", "Help", "Login" e "Register". Per registrarsi cliccare su "Register" e completare i campi con le informazioni richieste. E' necessario inserire un indirizzo email funzionante!

Per qualsiasi informazione o comunicazione, contattare presidente@ricercatoriprecari.it, oppure mandare un fax al numero +39 0972 530290.


Ultime notizie:

2010-02-01 - Il sole 24 Ore - Maxi-concorso CNR
2010-01-29 - La Stampa - Atenei, slitta il taglio dei corsi
2010-01-19 - LaVeraCronaca - I precari del mondo della ricerca


In evidenza:

Il rettore di "Sapienza - Università di Roma", Luigi Frati, replica sulla questione del limite di pubblicazioni sollevata da APRI in questo articolo sul Sole 24 Ore. Ecco la controreplica di APRI.

La lettera al presidente Napolitano firmata da APRI, AIR e VIA-Academy per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema dello sblocco dei fondi Mussi 2009.

L'articolo de Il Sole 24 Ore sulle questioni dello sblocco dei fondi Mussi 2009, del limite massimo di pubblicazioni e dei "bandi impazziti", sollevate dall'APRI: "Nei bandi per ricercatore il merito è fuori concorso".

L'articolo di Flavia Amabile su La Stampa — "Concorsi, aggirata la riforma" — seguito da un'intervista al ministro Gelmini. La risposta del rettore del Politecnico di Milano — "Ma quale boicottaggio? La colpa è del ministro" — e la replica di APRI su La Stampa (16-09-2009).

Il Sole 24 Ore torna a parlare di Università e Ricerca in una serie di articoli consultabili qui. Sul programma FIRB "Futuro in ricerca" segnaliamo l'articolo "La ricerca dei giovani può attendere".


Che fine hanno fatto i 50 milioni per giovani ricercatori?

La petizione sul bando FIRB "Futuro in ricerca", visibile qui, č stata chiusa il 30/10/2009. Le oltre 1000 firme raccolte (in poco pių di una settimana) sono state inviate al Ministro Gelmini e al Direttore Agostini del MIUR.